Videosorveglianza. Diamoci un obiettivo
Se non siete dei professionisti della videosorveglianza,non avete ancora trovata un installatore di fiducia o semplicemente non volete trovarvi con l’acquisito di un kit di videosorveglianza errato tra le mani, questo post vi aiuterà a capire se l’obiettivo della videocamera di sorveglianza è quello giusto per le vostre esigenze.
L’obiettivo è quel componente della videocamera che permette di concentrare l’immagine ripresa in un punto ben preciso,detto punto focale. In corrispondenza del punto focale è posizionato il cuore di tutto il sistema, il sensore CCD.
Come per un oculista, trovare la lente giusta per ogni cliente è fattore di professionalità, anche per le videocamere di sorveglianza è importate -passatemi il termine- trovare gli occhiali giusti per avere i 10/10 .
Ecco le caratteristiche da controllare per individuare l’obiettivo più adatto alla reale funzione della videocamera di sorveglianza.
FOCALE
Con il termine focale si esprime la distanza che esiste tra la lente e il punto in cui viene concentrata l’immagine. Questo parametro, espresso in millimetri, determina la dimensione del campo di ripresa. Agendo sulla lunghezza focale -stiamo sempre parlando di mm- andremmo a determinare se la visuale di ripresa sarà “limitata”, esempio zoom massimo, o ampia visuale corta (grandangolo). Le tre tipologie che possiamo trovare saranno:
- Focale fissa: diciamo subito che sono le più economiche. Visuale fissa senza possibilità modificare l’angolo di ripresa. In questo caso la posizione della videocamera deve soddisfare tutte le valutazioni per ottenere il massimo in termini di efficacia. Se si sbaglia il calcolo della distanza dal soggetto, si avranno inquadrature errate e per la correzione bisogna sostituire “ se possibile” l’obiettivo.
- Focale Variabile o variofocal. Sicuramente più flessibili delle precedenti, permettono in fase d’installazione la modifica manuale della distanza focale. Agendo sulla ghiera è possibile ottenere l’angolo di ripresa migliore nelle condizioni più appropriate.
- Motorizzata: normalmente utilizzata in videocamere professionali, permette di cambiare la distanza focale tramite comandi remoti. Ad esempio quando il personale di sorveglianza deve controllare i dettagli, azionano la funzione zoom da una console e possono quindi cambiare l’angolo di ripresa. Sebbene siano molto funzionali come soluzione, si rivolgono comunque ad un mercato con esigenze molto specifiche di controllo e prevenzione.
DIAFRAMMA
Conosciuto anche con il termine IRIS, questo dato identifica il componente in grado di regolare la quantità di luce che arriva al sensore della videocamera. Paragonato all’occhio umano possimo identificarla come la pupilla in grado di regolarsi in base alle condizioni esterne di luce.
Anche in questo caso, in base alle caratteristiche costruttive possimo identificare:
- Iris Manuale: Ideale soprattutto per ambienti interni che hanno sempre le stesse condizioni di luce. Economiche e molto diffuse.
- Auto-Iris DC: in questo caso il meccanismo di apertura-chiusura è comandato da un circuito presente sulla telecamera per cui il componente a se stante è un diaframma comandato elettronicamente.
- Auto-iris compensante:è il più costoso e complesso in quanto tutta la meccanica è comandata dal sensore d’illuminazione e non dipende dalla telecamera. Risultati ottimi anche se a volte potrebbe lasciare a desiderare in quanto lavorano in autonomia rispetto alle modalità di ripresa della videocamera.


